1. Il sole che c’è (quasi sempre tranne oggi che ne parlo);
2. La nebbia che non c’è mai (tranne oggi che ne scrivo);
3. Il vento che rende l’aria respirabile (anche se chi ne parla ne ha un’allucinante paura);
4. Le belle giornate che ti sorprendono anche a gennaio;
5. Le orecchiette della nonna (proprio quelle che le hai sempre visto fare con l’ausilio nudo e crudo di un pollice che non avresti mai potuto pensare servisse a codeste funzioni);
6. I racconti sempre uguali e sempre diversi di quella stessa nonna (mitica, preziosa, indispensabile);
7. Le serate all’aria aperta in inverno (quelle in cui se si espira insieme si fa il fuoco con tutto quel fumo);
8. Perché è mia (altro che l’erba del vicino è sempre più verde);
9. Perché è troppo spesso odiata da chi dovrebbe amarla;
10. Per quelle persone stupende che mi circondano (certo, avrei potuto conoscerle ovunque, ma intanto le ho conosciute qui);
11. Perché non devo sforzarmi per fare questo elenco;
12. Per quella congenita capacità di saper stare all’erta (quando di necessità virtù);
13. Perché solo qui sono davvero a casa;
14. Per il fatto che, banalmente, è l’unica che sarà per sempre la mia città (conta poco? Forse! O forse conta tutto);
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